Sergio Cavallerin

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Sergio Cavallerin è un'artista con un' innata vocazione all'immagine, così forte da portarlo, giovanissimo, a non cercare altra realizzazione al di fuori del mondo dell'espressione visiva.
Inizia così la sua collaborazione con prestigiose agenzie pubblicitarie, quotidiani e riviste italiane e straniere come grafico, illustratore, vignettista umoristico e disegnatore di fumetti.
Da subito è portato ad indagare ed approfondire tutti i risvolti della rappresentazione artistica, sia con le tecniche pittoriche, che con l'obiettivo fotografico, senza trascurare felici combinazioni multimediali, utilizzando la musica e l'immagine cinematografica.


Ama definirsi divulgatore dell'arte disegnata ed è proprio per questo che negli anni '80, dopo aver dato vita alla rivista umoristica "Tratto" di cui è anche direttore, è stato tra i fondatori della casa Editrice Star Comics.
Nello stesso periodo inizia il suo impegno per la diffusione dei fumetti esteri in Italia (in particolare i comics americani ed i manga giapponesi) che lo porterà, nei primi anni '90, a fondare l'azienda di distribuzione di libri e fumetti Star Shop, a tutt'oggi leader del settore distributivo italiano.
Nel corso di questi due decenni si intensificano le premiazioni ed i riconoscimenti ricevuti per l'umorismo d'arte, da Bordighera a Varsavia, dal Belgio a Cuba.
Nel 2000 pubblica LEVITAZIONI, una raccolta di oltre 300 vignette e disegni umoristici, alcuni dei quali sono in esposizione permanente al Museo House of Humour and Satire di Gabrovo in Bulgaria, presso la Galleria dell'ONU a New York, a Legnika in Polonia e presso la Aydin Dogan Foundation in Turchia.
Negli stessi anni crea i Polimeri, sequenze di rappresentazioni labirintiche di segni che coinvolgono direttamente lo spettatore con domande essenziali.
Sono acrilici su tela di grandi dimensioni e tutti sono stati ospitati da importanti gallerie italiane e in prestigiose sale espositive: Lingotto di Torino, Fiera dell'ambiente di Francoforte, Fiera Internazionale dell'Arte alla Fortezza da Basso di Firenze, Palazzo Vitelli di Città di Castello, Art Verona, Galleria M'Arte di Pistoia, Kunst Art di Bolzano, Galleria Contemporanea di Pescara, Spazio Papel di Milano, Istituto Italiano di Cultura a Los Angeles, Villa Francesca a Malibù, Maschio Angioino di Napoli.
Nel 2007 pubblica FELINEIDE, una raccolta di dipinti dedicati all'amato universo dei gatti in cui le immagini sono mirabilmente accompagnate dai testi di Vincenzo Mollica.
Il tributo poetico a questo animale si traduce in una serie di mostre che attraversano l'Italia ed approdano all'estero.
Seguirà nel 2012 il volume CATS, dove il legame tra Cavallerin e i gatti trova espressività in composizioni fantasiose ricche di colori e di forza simbolica e con richiami alla pop-art.
La figura del gatto diventa una sorta di stella polare che guida alla riflessione su di sé e sul mondo circostante.
Ha illustrato volumi come PINOCCHIO MON AMI e ALBA.
La sua poliedricità artistica lo porta a recuperare, per motivi biografici, la dimensione estetica dei comics in chiave pop fondendola con il processo di iconizzazione iniziato da Warhol; i suoi protagonisti dei fumetti entrano a far parte di un ideale Pantheon contemporaneo e nascono i dipinti di Love for Comics.
Ma è negli ultimi anni, con l’approdo alle estroflessioni su tela, che Cavallerin compie il salto definitivo nel mondo dell’arte; si creano i presupposti per camminare con gli Dei, per continuare un esperimento creativo iniziato negli anni ‘50 con ” I Gobbi” di Alberto Burri e sviluppato magistralmente da Enrico Castellani e Agostino Bonalumi.
Cavallerin tenta di andare oltre, di dare forma compiuta alle immagini che i predecessori avevano captato e invitato ad oltrepassare lo stargate della tela, siamo infatti sul crinale tra la pittura e la scultura.
Le avanguardie intuitive e minimaliste sviluppatesi agli albori dei sessanta in America, assumono una forma compiuta, leggibile, figurata, quasi banale e scontata, ed è qui che interviene il genio dell’artista: il ritorno alla realtà.
Non quella ottocentesca del realismo di Gustave Courbet o del verismo italiano, ma quella iconografica, fulminante, graffiante dei social e del cinefantafumetto, appaiono le “ Superficidinamiche”, un balzo oltre la pop art.
I primi lavori attraggono il nostro sguardo come il magnete col metallo, sono oggettivamente affascinanti, e nel metallo stesso sembrano forgiati; si passa dai simboli di Batman e Superman, ai volti di Spiderman e MickeyMouse, all’icona social di Facebook, sottolineando però il Made in Italy con una shape canvas bianchissima.
Le superfici sono vive e cangianti, sensibilissime ad ogni impercettibile movimento luminoso, da qualsiasi punto si osservino la risposta visiva non sarà mai uguale alla precedente.
L’opera si nutre della luce restituendone la forza espressiva, modulandosi e trasformandosi seguendo la volontà di chi osserva.
Si intuisce che Cavallerin non prende in prestito un’icona pop per cavalcarne il successo e la facilissima riconoscibilità, ma che lui stesso da lì proviene, separato come le sue opere dalla tela/placenta, da un lato umana, dall’altro iperuranica.
Sappiamo che lottò ferocemente per sdoganare il mondo dell’arte sequenziale e del segno grafico, da quella sfera arcontica sottoculturale nella quale da sempre, soprattutto in Italia, è stato imprigionato.
Il suo visionario e innovativo progetto imprenditoriale, che lo vide tra i fondatori della Star Comics e della Star Shop Distribuzione, muove il passo dalla pubblicità, dalla vignetta satirica e dall’interesse per il disegno che sin da fanciullo, gli indicò la strada maestra.
Quindi non ci stupisce che un altro innovatore come Stan Lee, mostro sacro del fumetto americano e fondatore della Marvel Comics, quando qualche anno addietro incontrò Cavallerin nella sua Perugia, lo definì: Superhero Sergio!
Oggi Cavallerin avverte il bisogno di andare oltre per sviluppare un linguaggio che abbia come piattaforma multimediale la superficiedinamica, ma che la stessa debba essere continuamente upgradata.
La prima serie di fatto ha fissato i simboli iconografici dei nostri tempi e del suo mondo, ora l'artista intende lanciare un messaggio forte attinente alla sfera spirituale dell’uomo, che faccia riflettere l’osservatore utilizzando la nuova pop art come un comando ms-dos, per arrivare a definire un concetto profondo secondo il metodo cognitivo contemporaneo, forse futuristico.
L’opera di fatto diventa una materializzazione in 3D del linguaggio contaminato, virtuale e sintetico dei Social, delle GIF e del Real Time; il suo obiettivo è quello di lasciare un oggetto permanente all’interno di un mondo costituito da bit e algoritmi che si muove alla velocità della luce.
Di fatto: “Le ceneri del tempo”.
Vive e lavora a Perugia.